Skip to content

La Perouse

Informazioni

Come rafforzare la sicurezza informatica di fronte alle nuove minacce online

La sicurezza informatica si riferisce all'insieme delle misure tecniche e organizzative destinate a proteggere i sistemi, le reti e i dati contro accessi non…

Analyste en cybersécurité surveillant des menaces informatiques sur plusieurs écrans dans un bureau moderne

La sicurezza informatica si riferisce all’insieme delle misure tecniche e organizzative destinate a proteggere i sistemi, le reti e i dati contro accessi non autorizzati, modifiche o distruzioni. Di fronte a minacce online che evolvono ogni trimestre, i riflessi di protezione devono seguire lo stesso ritmo. La questione non si limita più alle password o agli antivirus: riguarda ormai l’intera catena delle dipendenze digitali di un’organizzazione.

Catena di approvvigionamento digitale: la superficie d’attacco che le aziende sottovalutano

La maggior parte delle guide di cybersicurezza si concentra sul perimetro interno: firewall, aggiornamenti, sensibilizzazione dei collaboratori. Tuttavia, il rischio si sposta verso i fornitori, i provider cloud e i componenti software di terze parti. L’ENISA documenta questa tendenza nel suo rapporto ENISA Threat Landscape 2026, pubblicato il 15 settembre 2026: gli attacchi mirati alle dipendenze digitali producono incidenti su larga scala, ben oltre il perimetro dell’azienda inizialmente presa di mira.

Un fornitore di servizi di pagamento compromesso può esporre i dati personali di decine di clienti. Un componente open source vulnerabile, integrato senza audit, può aprire una porta in un sistema di gestione certificato. La rilevazione di queste vulnerabilità richiede un inventario rigoroso di ogni componente software e di ogni flusso di dati in uscita verso un terzo.

Per mappare questi rischi, le risorse tecniche disponibili su la pagina sicurezza di Viruslab dettagliano i meccanismi di protezione applicabili agli ambienti esposti a molteplici dipendenze esterne.

Concretamente, rafforzare questo strato implica tre azioni distinte:

  • Redigere un registro dei fornitori che hanno accesso, anche indiretto, ai sistemi o ai dati dell’azienda, quindi valutare il loro livello di protezione secondo criteri documentati.
  • Richiedere contrattualmente un termine di notifica in caso di incidente di sicurezza presso il fornitore, allineato con le obbligazioni normative vigenti.
  • Implementare un monitoraggio delle vulnerabilità pubblicate per ogni componente software di terze parti integrato nei sistemi di produzione.

Ingegnere informatico che ispeziona server in una sala di datacenter per rafforzare la sicurezza della rete

Ransomware nel 2026: perché le PMI e le microimprese rimangono le prime vittime

Il ransomware rimane la minaccia più impattante a breve termine. Il Panorama della cyberminaccia 2025, pubblicato dall’ANSSI l’11 marzo 2026, indica che le compromissioni da ransomware segnalate all’Agenzia sono leggermente diminuite rispetto al 2024. Questa diminuzione statistica non riflette un arretramento della minaccia: le PMI, le microimprese e le medie imprese rimangono le entità più colpite.

La proporzione di incidenti riguardanti le strutture sanitarie è nuovamente in aumento secondo lo stesso rapporto. Il modello economico degli aggressori è evoluto: la minaccia è diventata più frammentata tra diversi gruppi, il che complica la rilevazione e l’attribuzione.

Meccanismi di propagazione da monitorare

Un ransomware penetra raramente attraverso una falla spettacolare. L’accesso iniziale avviene spesso tramite un’email di phishing, un accesso remoto mal protetto (RDP esposto senza autenticazione forte) o un software obsoleto di cui la vulnerabilità è pubblicamente nota.

La segmentazione della rete limita la propagazione laterale una volta ottenuto l’accesso iniziale. Se il terminale compromesso non può raggiungere direttamente il server di file o il controller di dominio, la crittografia massiva dei dati diventa più difficile per l’aggressore.

Le copie di sicurezza offline, testate regolarmente, rimangono l’ultima barriera. Un backup costantemente connesso alla rete può essere crittografato contemporaneamente ai dati di produzione, annullando la sua utilità.

Intelligenza artificiale e cybersicurezza: una doppia esposizione

L’IA modifica il panorama delle minacce in due direzioni opposte. Da un lato, gli strumenti di rilevamento basati sull’apprendimento automatico migliorano la capacità di individuare comportamenti anomali su una rete. Dall’altro, i gruppi cybercriminali utilizzano l’IA per migliorare le loro operazioni, secondo l’ENISA Threat Landscape 2026.

Le email di phishing generate da modelli di linguaggio sono più convincenti, meglio scritte e personalizzate a partire da dati pubblici. I deepfake audio consentono di impersonare la voce di un dirigente per convalidare un bonifico fraudolento.

Sistemi di IA come obiettivi diretti

I sistemi di IA implementati dalle organizzazioni diventano essi stessi obiettivi potenziali. Un modello addestrato su dati riservati può essere manipolato per restituirli. Un’interfaccia di chatbot mal isolata può fungere da vettore di accesso al sistema informativo sottostante.

Auditare le entrate e le uscite di ogni sistema di IA connesso alla rete diventa una fase di gestione dei rischi a tutti gli effetti. Ciò include le API di terze parti utilizzate per arricchire le funzionalità di un prodotto.

Professionista in telelavoro che sicura il suo accesso informatico con un'autenticazione a due fattori dal suo ufficio a casa

Direttiva NIS 2: obblighi di cybersicurezza per le aziende in Francia

La direttiva europea NIS 2 amplia il perimetro delle organizzazioni soggette a obblighi di cybersicurezza. In Francia, la trasposizione riguarda ora un numero molto più ampio di aziende, comprese strutture di dimensioni intermedie che non erano coperte dalla prima versione del testo.

Gli obblighi riguardano la gestione dei rischi, la notifica degli incidenti alle autorità competenti e l’implementazione di misure tecniche e organizzative proporzionate. Non conformarsi a NIS 2 espone a sanzioni amministrative.

Per le microimprese e le PMI che scoprono questi requisiti, il processo inizia con una valutazione della loro situazione: l’azienda opera in un settore coperto dalla direttiva? I suoi sistemi trattano dati la cui indisponibilità avrebbe un impatto su un servizio considerato critico?

  • Identificare se l’attività dell’azienda rientra nei settori elencati da NIS 2 (energia, trasporti, salute, infrastrutture digitali, tra gli altri).
  • Designare un responsabile della sicurezza dei sistemi informativi, anche part-time, incaricato di guidare la conformità.
  • Documentare le misure di protezione esistenti e confrontarle con i requisiti del testo per prioritizzare le azioni correttive.

La minaccia non si riduce più a un virus isolato su un terminale. Tra la frammentazione dei gruppi di ransomware, lo sfruttamento dell’IA da parte degli aggressori e l’ampliamento degli obblighi normativi, ogni organizzazione deve trattare la sicurezza informatica come un processo continuo, non come un progetto occasionale. Le aziende che mappano le loro dipendenze digitali e testano realmente i loro backup partono avvantaggiate rispetto a quelle che si limitano a spuntare delle caselle.

Come rafforzare la sicurezza informatica di fronte alle nuove minacce online